Giardino Didattico ed Esperienziale
Progettazione di un giardino didattico, educativo ed esperienziale in cui svolgere attività sensoriali, terapeutiche e di connessione con la Natura
Progetto di un giardino didattico, educativo ed esperienziale in cui svolgere attività sensoriali, terapeutiche e di connessione con la Natura a L'Aquila
Il progetto nasce dalla volontà di smorzare e addolcire le rigide forme create dall’uomo con un giardino dolce e sinuoso, caratterizzato da linee curve e morbide. I percorsi, infatti, come si può notare dalla planimetria, sono ondulati e aggraziati e abbracciano le differenti “stanze”, circolari o semi-circolari, che compongono lo spazio verde. Accedendo dal lato Ovest, si incontrano due aiuole ornamentali semi-circolari caratterizzate da erbacee perenni, graminacee ornamentali e arbusti misti. Le varietà, in questo caso, vengono disposte in modo spontaneo, come in Natura, fondendo sapientemente specie e colori. Una terza, circolare, in fronte, è invece definita da un’incisione floreale molto armonica, come se fosse un mandala, ed è caratterizzata dalle stesse piante, disposte soltanto in maniera più rigida e in base ai loro colori, in modo da disegnare il suddetto fiore. Tale segno paesaggistico diventa importante anche per una geo localizzazione satellitare poiché chiunque, o qualsiasi mezzo, volerà qui sopra saprà che esattamente in quel punto sorge un centro importante. Le varietà scelte, in tali aiuole come nell’intero spazio verde, sono esclusivamente autoctone e a bassa manutenzione per due motivazioni principali: innanzitutto per rispetto nei confronti dell’ambiente, del territorio, di flora e fauna selvatiche, quindi della biodiversità; in secondo luogo per garantire una minima manutenzione al giardino. Nel primo caso, la scelta di piante locali agevola il ripristino della naturalità circostante poiché in grado di attrarre la fauna locale e stimolarla e di contrastare le varietà allogene; nel secondo, la manutenzione è minima poiché è facilmente intuibile che piante in grado di vivere autonomamente nel paesaggio circostante, possano comportarsi allo stesso modo all’interno del giardino, richiedendo poca irrigazione – in futuro anche nulla – e saltuarie potature per garantire ordine. Per di più, le essenze scelte assicurano una presenza durante tutto l’anno, alternandosi. A fianco delle aiuole appena descritte, sorge un’altra area circolare caratterizzata da un fine gazebo sotto il quale condividere una pausa insieme, incontrarsi, rilassarsi. Addentrandosi maggiormente all’interno dello spazio, si incontra una grande piazza centrale, pensata per incontrarsi, accogliere i genitori in attesa dei figli, gli ospiti, i visitatori e, non da meno, tutto il personale che vive quotidianamente lo spazio. In essa si condivide il tempo insieme, pause, pasti, momenti di studio o relax. Possiamo definirla “Piazza dell’Incontro”, ma il suo utilizzo è molto versatile. Essa, completamente a prato, è accessibile tramite quattro vie create naturalmente con medie alberature e arbusti. Quattro aiuole, dunque, disposte a modi elica, creano gli ingressi “nascosti” che permettono di scoprire lo spazio centrale poco alla volta. A tal proposito, l’intero giardino è studiato in modo da essere scoperto passo dopo passo, grazie, appunto, alla sua progettazione in stanze. Ai suoi fianchi, disposti in modo simmetrico, si trovano i Giardini dell’Infanzia e i Giardini dello Sport. Il primo adiacente proprio alla scuola dell’infanzia, il secondo alla palestra. Questi sono caratterizzati da basse collinette sulle quali i bambini possono giocare e divertirsi o i ragazzi praticare sport. Le due aree sono a prato, in modo che bambini e ragazzi non possano farsi del male, una vera e propria pavimentazione anti-trauma naturale. Nei primi sono previsti semplici giochi in legno, come tronchi di attraversamento tra le collinette e dischi disposti a passo e a gradoni sui quali i bambini possano camminare e divertirsi, oltre che scivoli naturali negli avvallamenti. Questi concetti sono graficamente ben espressi nei disegni. I Giardini dello Sport, allo stesso modo, sono a prato. La differenza rispetto a quelli precedenti è che è pensato per bambini e ragazzi di età maggiore, quindi le funzioni che si svolgono al suo interno sono differenti. Il rettangolo adiacente, invece, compreso tra la palestra, la mensa e la scuola secondaria, è immaginato come un vero e proprio campetto da gioco polivalente in cui praticare svariati tipi di attività. Per questa ragione viene pavimentato con l’anti-trauma che ne permette un utilizzo versatile, sicuro e per tutto l’anno. Versatile poiché adatta a differenti tipi di sport e attività; sicura perché, come esplicita il nome, ne limita gli urti; durante tutto l’anno in quanto anche con la pioggia e la stagione fredda può essere utilizzata senza deteriorarsi. Ben diverso sarebbe con una pavimentazione a prato che richiederebbe molta manutenzione e si deteriorerebbe facilmente. Simmetricamente, dall’altro lato della mensa, sorge un’altra aiuola ornamentale di piante perenni, graminacee ornamentali e arbusti fioriti. Di fronte al refettorio, sempre sul lato Ovest, si delinea una spaziosa area conviviale per i pasti all’aperto pavimentata con ghiaia stabilizzata e allestita con semplici arredi in cemento, molto resistenti ad intemperie e possibili urti.
Spostandosi dall’altro lato del giardino, verso Est, ovvero nella porzione compresa tra la scuola primaria e quella secondaria, nasce un’ampia piazza centrale a prato circondata da alberi colonnari con la funzione di rendere lo spazio contemplativo e raccolto, ideale per la didattica e la meditazione. La si può infatti definire “Piazza della Didattica” ed è pensata per svolgere lezioni all’aria aperta, studiare, meditare, rilassarsi, rimanere in ascolto e osservazione, portentoso a scopo terapeutico. Anche in questo caso il suo utilizzo è molto versatile, considerate le sue ampie dimensioni, quindi anche essere centro di eventi, incontri, accoglienza. Gli alberi colonnari immaginati sono di medio-piccole dimensioni, considerato lo spazio chiuso da edifici. Attorno ad essa vi sono quattro aree triangolari e quattro semi-cerchi di piante ornamentali e fragranti con la funzione di catturare l’occhio e l’olfatto di utenti e visitatori, oltre che dei passanti. Esse sono inoltre un dono per studenti, insegnanti e dipendenti che frequentano quotidianamente il polo scolastico. A collegamento delle stanze sopradescritte e attorno agli edifici, un sinuoso percorso in terra battuta permette di: muoversi liberamente all’interno dello spazio, transitare da una zona all’altra, collegare le strutture tra di esse e all’intero giardino, accedere alle stanze e agli immobili, connettersi facilmente ai parcheggi; agevolandone la fruizione complessiva, l’accessibilità, i flussi e le connessioni. Parlando ancora di collegamenti, accessi e fruibilità, sul lato Nord è prevista una strada carrabile di servizio per i veicoli di carico/scarico merci e di soccorso. In chiusura del lotto, sui lati Est e Ovest, si trovano le due aree a parcheggio, pertinenziali e pubblici. La prima, di chiara forma circolare, è in linea con il resto del giardino, come se ne fosse una continuazione concettuale. In realtà è stata essa stessa il filo conduttore del disegno generale, aiutando a definirne le stanze, i percorsi, le strade, i flussi, le connessioni, gli accessi. Il tutto è iniziato da un’attenta lettura della gara d’appalto che ha lasciato intendere un’eccessiva rigidità del progetto precedente, in contrasto con il paesaggio. Filo conduttore dal punto di vista concettuale e progettuale: ha guidato il concept e ha dato forma al giardino – stanze, piazze, aiuole, giardini per l’infanzia, spazi dedicati allo sport e alla condivisione, percorsi pedonali, strade carrabili, accessi – garantendone una facile fruizione e connessione. Parlando proprio di fruizione, infatti, la sua conformazione circolare gli permette di diventare una sorta di vera e propria rotatoria in grado di agevolare la circolazione e i flussi. Da esso si accede in maniera rapida e pratica al polo scolastico, sia tramite via carraia che pedonale. Percorsi e attraversamenti guidati da apposita segnaletica, inoltre, permettono di muoversi in maniera sicura all’interno dello stesso. I posti auto stabiliti in precedenza aumentano di 1, diventando 32, di cui 2 per disabili. Altro aspetto importante è la vegetazione, che ne entra a far parte, caratterizzando le aiuole di divisione tra i posti auto e il centro. Dal perimetro esterno, alberi e arbusti spontanei si addentrano nello spazio rigidamente progettato dall’uomo, creando un netto contrasto tra Natura spontanea e controllata, voluto nel progetto. In planimetria si nota bene quanto appena espresso: lungo il perimetro del lotto la vegetazione è libera, come in Natura, creando un filtro graduale con il paesaggio circostante; all’interno – nei parcheggi e tra gli edifici – è vincolata. Ragionando dall’esterno verso l’interno, la natura spontanea entra delicatamente a far parte dello spazio, dimostrando la sua forza sull’essere umano; dall’interno verso l’esterno, lo spazio controllato si libera gradualmente dai vincoli lasciando percepire un’impotenza dell’uomo sulla Natura. Tale scelta, oltre che concettuale, è una forma di rispetto nei confronti della Natura, non andando a creare netto contrasto tra giardino progettato e paesaggio circostante. La decisione di inserire aiuole verdi larghe 1,00-1,20m ogni tre posti auto è stata presa per: schermare la vista delle auto dal polo scolastico, limitarne la stessa dalla strada, schermare le auto tra loro; contribuendo ad un miglior inserimento paesaggistico. Le aiuole, progettate come dei piccoli Rain Garden, sono anche in grado di contrastare le sempre più frequenti bombe d’acqua, raccogliendone gli eccessi e facendone uso per la propria sopravvivenza. Estetica, funzionalità ed ecologia. Sul lato opposto del lotto, verso Ovest, al contrario, non è stato possibile ridisegnare o modificare il parcheggio poiché gli spazi non lo consentivano. Non si è nemmeno riusciti ad inserire ulteriori aree verdi per mancanza di superficie. Il miglioramento si limita dunque a quanto possibile: inserimento di arbusti e alberature medie a chioma larga in grado di creare ombreggiamento alle auto e filtrare la vista. La pavimentazione dei due parcheggi è drenante: ghiaia stabilizzata per le strade; mattonelle autobloccanti con prato per i posti auto. Infine, lo spazio esterno agli edifici, compreso tra essi e il perimetro del lotto, viene gestito in maniera spontanea, con alberature locali e aree a prato, come se fosse una qualsiasi area naturale circostante, in modo da non creare confine tra paesaggio progettato e non.
PIANTE
Entrando ora nello specifico della vegetazione, come accennato in precedenza, le specie selezionate sono prevalentemente autoctone e a bassa manutenzione. Lungo il perimetro esterno si trovano, appunto, piante forestali tipiche delle aree naturali e delle foreste abruzzesi. Alberi come aceri, carpini, cerri, ciliegi, frassini, ornielli, pioppi, roverelle, sorbi, tigli; arbusti come biancospini, cornioli, noccioli, ramni, sambuchi. L’idea infatti, lungo il confine, è quella di ricreare tali ambienti e habitat, in modo da stimolare la biodiversità locale, oltre che per tutte le ragioni sopra descritte. Addentrandosi nell’area interna, disegnata in maniera più rigida, ancora varietà di aceri, carpini, ciliegi, frassini, ornielli, roverelle, sorbi, tigli, selezionati con cura a cautela in base al loro sviluppo, compongono le piazze – dell’Incontro e della Didattica – insieme ad arbusti come biancospini, cornioli, noccioli, ramni, sambuchi. Nello specifico, per la prima, a Ovest, vi è una selezione di tali piante; per quella a Est, invece, si utilizza una sola varietà per ragioni progettuali: Prunus serrulata ‘Amanogawa’, una varietà di ciliegio. Le aree a parcheggio, allo stesso modo, sono piantumate con alberature e arbusti autoctoni: aceri e tigli; cornioli, eriche, evonimi, ginepri, osmanti, ramni. Relativamente alle aiuole ornamentali e fragranti di erbacee perenni, graminacee e arbusti, sono previste piante come: echinacee, elicrisi, euforbie, festuche, gaure, miscanti, penniseti, rosmarini, rudbeckie, salvie, timi. In questo caso si è data precedenza alla manutenzione perciò sono state selezionate essenze con basse esigenze idriche, quasi nulle, e minima necessità di potature, una o due volte all’anno per mantenere l’ordine. Le aree a prato, infine, vengono gestite con un classico prato naturale.
ARREDI
Parlando di arredi, si prevedono semplici sedute in cemento di forma ondulata che accompagnano i percorsi e tavoli con panche, sempre in cemento, nella stanza della convivialità.Il gazebo, al tempo stesso, molto fine ed esile, semplice. Al di sotto un paio di piccoli tavolini da giardino. Sono previste, infine, due fontanelle, una sul lato Est e una sul lato Ovest.
- Luogo: L'Aquila, Abruzzo, Italia
- Committente: Pubblico
- Anno: 2025
- Stato: In corso