Progettare un giardino storico: tra rispetto e innovazione

Introduzione
I giardini storici sono tesori paesaggistici, culturali e architettonici, testimoni di stili, epoche e tradizioni. Progettarvi interventi significa trovare l’equilibrio tra rispetto per la storia e innovazione funzionale, garantendo che il giardino continui a vivere e sorprendere.
In questo articolo vedremo come affrontare la progettazione di un giardino storico combinando conservazione, estetica e nuove esigenze dei fruitori.
1: Conoscere la storia e il contesto
Ogni giardino storico ha la propria storia e identità, da conoscere e studiare approfonditamente prima di approcciarsi al progetto. È quindi fondamentale:
- Esaminare il progetto originale e le piante inserite in fase iniziale;
- Approfondire eventuali modifiche apportate nel corso degli anni: abbattimenti, sostituzioni, aggiunte, ecc.;
- Analizzare la situazione attuale: piante ancora presenti, ceppi di piante abbattute, siepi e aiuole varie, elementi architettonici ed ornamentali, strutture, sculture, ecc.;
- Effettuare un rilievo preciso, botanico ed architettonico, dell’intero giardino.
La conoscenza dei dettagli è essenziale per intervenire senza snaturare il patrimonio.
2: Rispetto del patrimonio
La prima cosa da sapere e tenere in considerazione prima di partire con il restauro è che qualsiasi intervento deve proteggere valore, unicità, identità e storia del giardino. A tal proposito è consigliabile partire da:
- Conservazione delle specie botaniche storiche, traccia indelebile di un passato trascorso, testimonianza di antiche culture e tradizioni, rarità uniche;
- Ripristino di percorsi, strutture e fontane originali, se ancora funzionanti per le nuove esigenze;
- Recupero e riutilizzo di materiali presenti in loco che probabilmente, nel tempo, sono stati abbandonati a sé stessi o accantonati in un angolo;
- Restauro di arredi vari come sculture e ornamenti vari;
- Stile coerente con il contesto e la storia del giardino.
Il rispetto per il patrimonio garantisce continuità storica e identità, senza ostacolare l’innovazione, la rivisitazione, l’inserimento di nuove specie botaniche maggiormente resistenti ai nuovi climi.
3: Innovazione attenta
L’innovazione, come accennato a conclusione del punto precedente, non ostacola l’autenticità e la storia del giardino poiché:
- I nuovi percorsi non intaccano le vecchie disposizioni, linee e materiali in quanto, se funzionali, possono essere ripresi sulle stesse tracce utilizzando gli stessi materiali o simili;
- Le strutture presenti possono essere tranquillamente mantenute e restaurate, diventando rarità ed elementi d’interesse del giardino stesso: serre, winter gardens, ecc.;
- Gli arredi, le fontane, le sculture, allo stesso modo, possono essere riprese e restaurate, trovando posto nelle posizioni tradizionali o in altre più strategiche per le nuove esigenze;
- Vecchie zone e aree esistenti possono essere riprese e utilizzate per le stesse funzioni, simili, o altre più attuali se quelle tradizionali non dovessero più essere praticate;
- L’illuminazione si mantiene tenue, delicata e rispettosa in modo da svolgere la sua funzione senza alterare l’equilibrio del giardino.
Relativamente alle piante, invece, la questione è differente poiché esse devono essere inevitabilmente scelte in base al nuovo clima e ai nuovi cambiamenti che lo contraddistinguono. Esse, inoltre, devono essere molto più resistenti agli attacchi di parassiti e infestazioni sempre nuove. È molto probabile, dunque, che la loro selezione debba essere adattata alla realtà e a ciò che davvero accade nel mondo quotidianamente. Per non parlare, in più, dell’inquinamento sempre in crescita.
L’innovazione permette al giardino di rispondere alle esigenze contemporanee senza tradire il passato.
4: Coinvolgimento di esperti
Intervenire in un giardino storico richiede competenze multidisciplinari e specifiche:
- Architetti del paesaggio;
- Agronomi, botanici, eventualmente forestali;
- Storici e restauratori;
- Eventualmente strutturisti, architetti, ingegneri;
- Eventualmente geologi.
La collaborazione tra queste figure garantisce interventi sicuri, coerenti, di qualità e duraturi.
5: Gestione, manutenzione, durata
Per durare nel tempo, come tutti i giardini, anche quello storico richiede una buona progettazione iniziale ed una successiva manutenzione programmata, pianificata sin dall’inizio con il piano di manutenzione.
Per quanto riguarda una buona progettazione, è bene prevedere:
- Piante autoctone, resistenti, resilienti e a bassa manutenzione;
- Irrigazione in accordo con le zone e le aiuole progettate, le piantumazioni inserite. È consigliabile, inoltre, attivarla nei momenti adatti della giornata in modo da evitare sprechi e consumi;
- Interventi manutentivi programmati e pianificati;
- Eventuali interventi di conservazione e mantenimento di strutture, arredi ed elementi storici.
Per quanto riguarda invece il piano di manutenzione, questo viene redatto dal progettista al termine del progetto, in base alle piante utilizzate ed effettivamente piantumate.
In questo modo il giardino si mantiene bene nel tempo presentandosi sempre affascinante e gradevole, senza svelare sorprese.
Conclusione
Progettare un giardino storico significa unire memoria e innovazione poiché se ne conserva l’autenticità senza rinunciare all’innovazione, alle esigenze attuali e ai cambiamenti climatici.
Un approccio professionale permette di creare un giardino storico vivo, funzionale ed emozionante, capace di raccontare la storia e accogliere nuove esperienze.