Libertà e Controllo

L’idea del progetto è quella di riportare anche nello spazio esterno la modularità che scandisce l’edificio. Questa modularità, molto rigida nei pressi dell’edificio, tende a perdersi e a svanire man mano che ci si allontana da esso e ci si avvicina al confine con la strada. Seguendo questa idea, lo spazio esterno viene definito da moduli di 3×3 metri – dimensione del modulo utilizzato all’interno – che assemblati o frammentati generano una molteplicità di spazi. Dalla loro unione si formano orti, campi, aree gioco, aree per fare sport; dalla loro frammentazione piccoli appezzamenti che ospitano alberi da frutta e piccoli frutti, comunicanti con gli stessi orti. Per quanto riguarda questi ultimi, sono stati strutturati secondo il concetto della permacultura, la quale prevede che quello che si trova in prossimità della dimora è ciò che serve maggiormente all’uomo ed è ciò che ha bisogno di più cure quindi è più controllato, mentre ciò che serve meno all’uomo e ciò che ha bisogno di meno cure si trova più lontano e quindi è meno controllato. Seguendo questo concetto, perciò, vicino all’edificio si troveranno gli ortaggi che avranno bisogno di più cure e irrigazioni, successivamente gli alberi da frutto che hanno bisogno di meno cure e infine i piccoli frutti presenti nel sottobosco che non necessitano di attenzioni particolari.

Così come negli orti, nei quali, seguendo il concetto della permacultura, si passa da uno spazio controllato a uno spazio non controllato, anche nell’intero progetto dello spazio esterno l’idea è quella di mettere a confronto lo spazio creato dall’uomo, controllato, con quello lasciato libero e selvaggio, non controllato, e mostrare come i due, alla fine, possano coesistere e comunicare egregiamente. Da un lato, lo spazio rigido si decompone in moduli sempre più piccoli fino a scomparire e piegarsi ai voleri della Natura; dall’altro, lo spazio libero, man mano che si avvicina al costruito, si lascia controllare dall’essere umano con un gesto di rispetto nei suoi confronti. Con questa compenetrazione vorrei proprio trasmettere il messaggio che la progettazione del paesaggio deve essere fatta nel massimo rispetto della Natura, avendo cura degli spazi che ci mette a disposizione.

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