Arianna Tomatis

STIGMA – Festival International des Jardins de Chaumont-sur-Loire

Progettazione di un giardino nel Parco del Castello di Chaumont-sur-Loire, Valle della Loira, Francia

 

 

 

 

 

Un giardino realizzato all’interno del meraviglioso Parco del Castello di Chaumont-sur-Loire, nella Valle della Loira, in Francia.

Il modello di giardino proposto mette al centro il funzionamento stesso della natura, i suoi fondamentali: biodiversità, habitat, fertilità. Un luogo che per forza di cose è stato desaturato dagli artifici del giardino tradizionale per risultare estremamente naturale, prima di tutto uno spazio da vivere e condividere con gli altri esseri viventi.  A partire da quelli meno visibili: gli insetti, che si distinguono dai vertebrati anche per via di un’apertura tracheale utilizzata per respirare e che si chiama STIGMA, che è anche il nome di questo progetto.

Questo radicale ritorno alle origini ha come conseguenza la creazione di un bosco-giardino lussureggiante, attrattivo per la vita ed efficiente sotto ogni aspetto – consociazioni botaniche, risparmio idrico, lotta integrata – quindi predisposto a prosperare nel tempo proprio grazie alla virtuosità circolare dei processi che lo regolano. E dall’osservazione dei lombrichi, simbolo della fertilità del suolo, nascono le forme sinuose dei camminamenti e dei passaggi a spirale che introducono il visitatore verso un itinerario disseminato di spunti di interesse: un laghetto con vegetazione di sponda, tane di mammiferi tra i cespugli, nidi di volatili appesi agli alberi, radure e aree di sosta in mezzo al verde.

Il giardino creato è per sua vocazione un ambiente in equilibrio tra piante e animali. Come in una foresta, una struttura a layer connessi concorre alla formazione di una comunità vegetale fatta di alberature, gruppi di arbusti e di perenni da sottobosco o di radura, come accade normalmente ai margini dei boschi di latifoglie. Querce, frassini, aceri, biancospini formano il tetto del giardino. Segue una sottostante fascia arbustiva composta da rose selvatiche, cornus, sorbi, viburni, sambuchi e piante in grado di fruttificare e dare sostentamento per svariati mesi l’anno. E poi ancora le perenni, masse alternate di tappezzanti, fragole selvatiche, felci e macchie di piante fiorite che garantiscono una fioritura a scalare per massimizzare la stagione di volo degli impollinatori tra marzo e ottobre.

Dal momento che la natura non lavora mai a compartimenti stagni ma è un ensemble ben collaudato, qui può trovare nido, riparo e nutrimento una variegata comunità di individui: scarabei, coccinelle, ragni, api, farfalle, sirfidi, bruchi, ma anche lucertole, uccelli, topolini e piccoli mammiferi, che si muovono tra mucchietti di compost, cortecce, buche nel terreno, tronchi e sassi allestiti lungo il percorso, in un ciclo vitale che cambia e si rinnova in continuazione.  

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