Dry Garden (Giardino a Bassa Manutenzione)

dry garden

 

Cos’è un Dry Garden e come funziona?

La filosofia del Dry Garden (o Giardino Secco, o Jardin Sec) è un approccio resiliente al problema della mancanza d’acqua legata al surriscaldamento globale. Questo fenomeno ci porta a ripensare in maniera intelligente e sostenibile i nostri spazi verdi, adottando una serie di accorgimenti che ci permettono di limitare quanto possibile il consumo di acqua senza dover rinunciare alla bellezza del nostro Giardino. Anzi, molto spesso tali “vincoli” (come le limitazioni in generale) ci stimolano a far lavorare maggiormente la nostra mente e, dunque, a creare luoghi molto più incantevoli di quanto ci fossimo prefissati.
L’insieme delle tecniche utilizzate per creare un giardino con limitate esigenze idriche è chiamato xeriscaping (xeros = asciutto; lanscaping = paesaggismo).
Il Dry Garden punta a creare un ecosistema autosufficiente: le irrigazioni sono scarse, ma ben pianificate, e si limitano ai mesi più caldi e secchi dell’anno. Un Giardino Secco ben progettato può essere irrigato soltanto una o due volte all’anno.

 

Regole e consigli per creare un Dry Garden efficiente:

 

Terreno, Piantumazione, Irrigazione, Manutenzione

La creazione di un Dry Garden è ovviamente basata sulla scelta di piante resistenti al sole, al caldo, alla siccità, quindi bisognose di poca acqua. Grande importanza, però, assumono anche il terreno (quindi la creazione del substrato in cui si pianta), la tecnica di piantumazione, il periodo di messa a dimora, la maniera di irrigare e la successiva manutenzione. Tutti questi aspetti insieme sono fondamentali per la riuscita di un Dry Garden.

1. Terreno
La preparazione del terreno, come accennato in precedenza, è fondamentale per la riuscita di un Dry Garden. È molto importante creare un substrato che permetta all’acqua di drenare abbastanza velocemente (non troppo perché si rischierebbe di perdere velocemente tutti i nutrienti, che quindi non avrebbero il tempo di essere assimilati dalle piante). In questo modo l’acqua, invece di ristagnare aumentando il rischio di attacchi fungini, penetra profondamente nel suolo fornendo nutrimento alle piante durante i mesi più caldi e secchi, ovvero nei momenti in cui più necessitano di acqua e sostentamento. Per questo motivo la preparazione del terreno è molto importante: una buona fresatura per rendere il suolo libero, integrazione di terreno fertile ed eventualmente materiale drenante.

2. Piantumazione
Il periodo consigliato per creazione di un Dry Garden è generalmente l’autunno, così le piante hanno il tempo di sviluppare radici profonde durante l’inverno e possono favorire delle piogge autunnali per procurarsi sostentamento. In questo modo l’arrivo dell’estate non le coglie impreparate, dato che hanno avuto il tempo e il modo di stabilizzarsi bene, ambientarsi, adattarsi alle nuove condizioni e sviluppare un buon apparato radicale in grado di procurarsi quasi in maniera autosufficiente il nutrimento necessario.

3. Irrigazione
L’irrigazione del Dry Garden inizia in primavera/estate, a dipendenza del clima. Sarà più frequente durante l’anno successivo all’impianto, per poi diminuire gradualmente dal secondo anno, fino ad annullarsi nel giro di qualche anno, quando il sistema Dry Garden sarà diventato autosufficiente e saprà gestirsi in maniera indipendente con le risorse idriche disponibili in Natura.

Tale irrigazione deve essere effettuata in maniera poco frequente fornendo grandi quantità d’acqua in una sola volta, come se imitassimo un acquazzone estivo. In questo modo l’acqua penetra lentamente negli strati più profondi del suolo, dove le piante andranno a cercarla durante i periodi di siccità per sostentarsi. In questo modo la pianta viene educata a ricevere raramente l’acqua e a rafforzarsi per essere in grado di sopravvivere anche quando ci saranno lunghi periodi di siccità.

È preferibile irrigare la mattina presto, così lo strato superficiale del terreno rimane bagnato per meno tempo, aiutando a diminuire possibili attacchi fungini.

È consigliabile inoltre pacciamare per diversi motivi:

  • Ridurre l’evaporazione;
  • Proteggere le radici dal gelo invernale;
  • Limitare la proliferazione di “erbacce”;
  • Impedire che il sole colpisca direttamente il terreno disperdendone l’umidità.

Come pacciamatura si può utilizzare cippato o ghiaia, mentre la corteccia di conifere dovrebbe essere limitata in quanto tende a rendere il suolo acido e a rilasciare resine che possono disturbare le piante.

4. Manutenzione
La manutenzione del Dry Garden, utilizzando le tecniche e gli accorgimenti sopracitati, sarà notevolmente limitata, sia in termini di irrigazione, appunto, sia in termini di potature, trattamenti e manutenzioni varie. Spieghiamo meglio il perché. Irrigare soltanto una o due volte all’anno rallenta molto la crescita delle piante, di conseguenza necessiteranno di potature meno frequenti. Non occorreranno trattamenti, in quanto coloro che sposano una filosofia e un approccio di questo tipo, non avranno alcun interesse ad effettuarli, a maggior ragione per il fatto che, con una crescita e una potatura limitate, sarebbero raramente necessari. Ultimo aspetto, un’irrigazione limitata ostacola lo sviluppo delle piante infestanti poiché non riescono a trovare facilmente il nutrimento necessario per sopravvivere e colonizzare gli spazi.

Possiamo quindi affermare che il Dry Garden è un giardino basato sul risparmio: risparmio d’acqua, in primo luogo, risparmio di energia e tempo investiti nelle potature, nei trattamenti e nelle ordinarie manutenzioni. Una volta che le piante si saranno ben adattate, stabilizzate e ambientate, non saranno più necessarie manutenzioni, ma si potrà lasciare la Natura libera di fare il suo corso, ben consapevoli che l’effetto generale del giardino, sarà quello di un ambiente naturale, libero e spontaneo, non rigidamente controllato dall’uomo, dunque squadrato, rigido e razionale.

Quali sono le migliori piante da utilizzare per un Dry Garden?

Le tecniche spiegate in precedenza sono la base fondamentale per la creazione di un Dry Garden ma, ovviamente, anche la scelta delle piante è molto importante, che deve puntare sull’utilizzo di specie resistenti al sole caldo e a lunghi periodi di siccità. La scelta è molto vasta, quasi infinita, basta osservare il paesaggio mediterraneo per notare quante migliaia di varietà sono presenti al suo interno. Ecco, gran parte di queste specie potrebbero essere scelte per la realizzazione del nostro Dry Garden, essendo in grado di sopravvivere in condizioni a volta estreme di caldo, siccità, venti.

Per entrare più nel dettaglio e fare qualche nome possiamo parlare di Alberature come:

  • Acacia spp;
  • Arbutus unedo;
  • Callistemon spp.;
  • Ceratonia siliqua;
  • Citrus spp.;
  • Cupressus semprevirens;
  • Euphorbia dendroides;
  • Olea europaea;
  • Pinus pinaster;
  • Pistacia lentiscus;
  • Quercus ilex;
  • Tamarix spp.

 

Arbusti:

  • Artemisia spp.;
  • Buddleja spp.;
  • Cistus spp.;
  • Crataegus monogyna;
  • Cytisus scoparius;
  • Euphorbia spp.;
  • Helichrysum italicum;
  • Hypericum spp.;
  • Juniperus spp.;
  • Lagerstroemia indica;
  • Myrtus communis;
  • Nerium oleander;
  • Phyllirea angustifolia;
  • Plumbago capensis;
  • Santolina chamaecyparissus;
  • Spartium junceum;
  • Teucrium spp.;
  • Vitex agnus-castus.

 

Erbacee perenni:

  • Achillea spp.;
  • Alcea spp.;
  • Ballota pseudodictamnus;
  • Calamintha nepeta;
  • Convolvolus spp.;
  • Coronilla spp.;
  • Dianthus spp.;
  • Erigeron karviskianus;
  • Gaura lindheimeri;
  • Geranium spp.;
  • Kniphofia uvaria;
  • Lavandula spp.;
  • Micromeria spp.;
  • Origanum spp.;
  • Perovskia spp.;
  • Phlomis spp.;
  • Rosmarinus spp.;
  • Salvia spp.;
  • Sedum spp.;
  • Thymus spp.;
  • Verbena spp.

 

Graminacee ornamentali:

  • Ampelodesmos mauritanicus;
  • Eragrostis spp.;
  • Festuca spp.;
  • Juncus spp.;
  • Koeleria glauca;
  • Pennisetum spp.;
  • Stipa spp.

Come progettare un Dry Garden?

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