Rain Garden (Giardino della Pioggia)

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Cos’è un Rain Garden?

I Rain Garden sono giardini che vengono progettati e realizzati per controllare le acque piovane, diminuire il deflusso rapido e violento di queste ultime, assorbire gran parte di esse. Sono di notevole aiuto nelle città, dove vi è una maggioranza di superfici impermeabili, e ovunque vi siano ampie distese di superfici artificiali non in grado, queste ultime, di assorbire l’acqua e farla penetrare lentamente nel suolo. L’acqua che cade su una superficie artificiale generalmente viene “scaraventata” con rapidità e violenza all’interno delle fognature, e quando queste non sono più in gradi di assorbirla, allora si creano grandi fiumi per le strade, creando disagi, pericolo, e, sempre più spesso, anche disastri.

I giardini della pioggia, dunque, sono in grado di assorbire le acque piovane facendole permeare lentamente nel terreno, da un lato, e utilizzandole per la propria sopravvivenza, dall’altro. Un perfetto sistema completo, a ciclo chiuso, ecologico ed estremamente efficiente.

I Rain Garden sono caratterizzati da depressioni poco profonde composte da materiale drenante come ghiaia, sabbia, o altro, e piante in grado di tollerare sia condizioni di temporanea umidità, sia situazioni di prolungata siccità. Queste depressioni servono proprio per assorbire la maggior parte dell’acqua proveniente dalle piogge. Ai lati della depressione, come possiamo immaginare, il terreno penderà leggermente verso l’esterno, in salita, andando a collegarsi al livello del suolo in cui si trova. Su queste piccole “scarpate” saranno presenti piante in grado di tollerare terreni ben drenati, magari poveri, e lunghi periodi di siccità, essendo che le acque che si stagliano su di esse vengono rapidamente rilasciate all’interno della depressione.

 

Le aree che caratterizzano il Rain Garden:

  1. Zona asciutta: si trova sul perimetro esterno ed è caratterizzata da una piccola pendenza che scende verso la depressione centrale (zona 3, umida). Questa è caratterizzata da piante in grado di sopravvivere a lunghi periodi di siccità e vivere in terreni poveri e ben drenati.
  2. Zona moderata: si trova a metà strada tra la zona umida e la zona asciutta. Qui vi saranno piante sempre resistenti alla siccità, in grado di vivere su terreni poveri e drenati, ma anche capaci a tollerare brevi periodi di umidità, o comunque di contatto con superfici bagnate.
  3. Zona umida: è la depressione, si trova al centro. Qui viene raccolta tutta l’acqua proveniente dalle piogge, dunque è la zona che rimane più bagnata. Al suo interno bisogna piantumare varietà in grado di tollerare suoli umidi e, in casi sporadici, rimanere anche sommerse per un breve periodo. Il discorso sulla resistenza ai climi secchi vale anche qui.

 

Le Piante del Rain Garden

I Rain Garden sono giardini a bassa manutenzione. È dunque necessario che le piante utilizzate non abbiano particolari esigenze di irrigazione (oltre alle acque piovane), terreni ricchi o manutenzioni e trattamenti frequenti.

 

La scelta delle piante dipende dal tipo di suolo:

  • Se il terreno è argilloso o poco drenato, dobbiamo scegliere piante in grado di adattarsi a queste condizioni;
  • Se il suolo è ben drenato, sabbioso e ghiaioso, dobbiamo optare per piante adatte a terreni poveri e drenati.

 

E dall’area del Rain Garden che andiamo a comporre:

  1. Nella zona asciutta prediligeremo piante in grado di vivere in terreni poveri, ben drenati, e tollerare climi secchi e aridi.
  2. Nella zona moderata piante capaci a vivere in terreni poveri, drenati ma anche in terreni umidi, talvolta, o comunque a stretto contatto con umidità.
  3. Nella zona umida vi saranno specie in grado di tollerare l’umidità e, probabilmente, periodi in cui si ritrovano sommerse.

Il numero di piante utilizzate nel Rain Garden non deve essere eccessivo: ogni pianta deve avere il proprio spazio per crescere. La densità raccomandata è di 5-10 piante al metro quadrato, a dipendenza delle specie e varietà. Le piante scelte non devono essere invasive perché renderebbero complessa la manutenzione. È sempre preferibile prediligere piante pioniere e autoctone perché, per loro caratteristica intrinseca, necessitano di poca manutenzione, quasi nulla. Inoltre, le piante autoctone sono quelle che si adattano meglio al clima locale, essendo native dell’areale. Le piante devono anche essere scelte in base al loro periodo di fioritura e alla loro altezza, a dipendenza dell’aspetto generale che vogliamo creare. Normalmente le piante più grandi, se resistenti all’umidità, vengono collocate al centro dato che hanno più spazio per sviluppare le radici e, esteticamente, non coprono le varietà più basse. Gradualmente si raggiunge il perimetro esterno con le specie di minori dimensioni. Le piante sono fondamentali perché assorbono l’acqua e la rilasciano nell’aria tramite un processo di evapotraspirazione.

 
Il Terreno del Rain Garden

Il terreno che compone il Rain Garden è composto principalmente da livelli di:
Terreno sabbioso e ghiaioso: sabbia e ghiaia sono molto utili nelle vicinanze degli afflussi e deflussi di acqua perché permettono di dirigerla rapidamente verso le aree del Rain Garden in grado si assorbirla e rilasciarla nel suolo poco a poco.
Pacciamatura, ha diverse funzioni utili:
Ombreggia il suolo;
Protegge le radici delle piante dall’irraggiamento solare diretto;
Protegge le radici delle piante dal gelo invernale;
Aiuta a mantenere l’umidità nel suolo, senza disperderla troppo velocemente. Aspetto fondamentale per i prolungati periodi di siccità;
Diminuisce la presenza di piante infestanti;
Grazie alla sua attività microbica elimina parte delle sostanze inquinanti provenienti dalle acque piovane.
Compost (se riteniamo, non è fondamentale): può essere utile per coprire la base del Rain Garden e rendere il suolo più fertile. È anche in grado di assorbire una piccola parte delle sostanze inquinanti presenti nelle acque piovane.

 
La Manutenzione del Rain Garden

Per i primi due anni, finché le piante non sono ancora completamente autosufficienti, è necessario fare una minima manutenzione, rimuovere le infestanti, effettuare le potature, dopodiché non sarà più necessario intervenire di frequente, solo sporadicamente in caso di necessità.
Le piante che hanno raggiunto la fine del loro ciclo vitale possono essere lasciate all’interno del giardino perché possono essere utili come cibo per la fauna selvatica. La pacciamatura deve essere mantenuta, aggiungendola quando inizia a mancare. I sedimenti e i materiali erosi che entrano nel giardino attraverso le acque devono essere rimossi. La ghiaia, se inizia a mancare, anch’essa, deve essere rimpiazzata, poiché elemento fondamentale per il drenaggio.
Se il giardino rimane allagato per lunghi periodi, può essere necessario deviare l’acqua dall’interno, così le piante non rimangono annegate per molto tempo. La permeabilità del suolo deve essere mantenuta per evitare ristagni.
Deve essere evitato l’uso di mezzi pesanti per la manutenzione perché potrebbero causare il compattamento del suolo, limitando dunque il drenaggio.

Come progettare un Rain Garden?

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