Arianna Tomatis

Food Forest: Fonte di Vita

Progettazione di un giardino commestibile a Canneto sull'Oglio, Mantova, Lombardia

Il giardino commestibile è una fonte di benessere non solo grazie al potere magico della natura, ma anche perché ci fornisce piante utili per la sopravvivenza, la cura, la vita in generale.

Il progetto del Giardino è stato guidato dalla libera immaginazione in seguito ad aver letto la tematica del concorso “Il Giardino che Vorrei” e quindi nel massimo rispetto di quest’ultima.
Qual è, dunque, il Giardino dei miei Sogni, il Giardino che Vorrei?
La risposta, per me, è ed è stata immediata, perché so molto bene qual è il Giardino dei miei Sogni, ed è proprio quello che sto realizzando, un passo alla volta, presso la mia abitazione. È un Giardino Commestibile, più propriamente una Food Forest. Il Giardino, per me, è uno spazio di vita, in cui trascorrere il tempo tutti i giorni, come in una casa; una casa senza tetto, che garantisce lo stesso benessere, anzi, forse maggiore, grazie al Potere, la Potenza, la Magnificenza, la Terapia della Natura. Il Giardino è un’estensione della casa, o forse quest’ultima è un elemento di riparo necessario all’interno del Giardino, possiamo pensarla come vogliamo, resta il fatto che il Giardino ha una grandissima importanza per l’essere umano, di terapia, cura, benessere e molto altro. Non è uno spazio prettamente ornamentale, asettico e statico come lo vediamo, intendiamo e immaginiamo oggi; è uno spazio vivo, vissuto, in continuo cambiamento, dinamico, una fonte di vita e benessere psico-fisico. Non possiamo pretendere di controllarlo con la nostra razionalità, quindi distruggendolo, ma dobbiamo accettare la sua spontaneità, la sua naturalità, il suo dinamismo, i suoi processi, i suoi cambiamenti, e soprattutto i suoi tempi, che non sono i nostri frenetici, ma sono lenti, docili e rispettosi.
D’altronde, com’era inteso il Giardino nel Passato?
Il Giardino era uno spazio bello e utile, in cui l’utilità delle piante inserite si fondeva con la loro bellezza, armonia ed eleganza. Le piante erano principalmente utili, ma anche molto ornamentali, ben curate e manutenute. Viceversa la loro eleganza si dimostrava essere estremamente utile per la vita quotidiana e la sopravvivenza dei singoli.
Il Giardino è una fonte di benessere non solo grazie al Potere Magico della Natura, che è in grado di curarci senza che noi ce ne rendiamo conto, ma anche perché ci permette di fare movimento, manutenendolo e muovendosi al suo interno, e ci fornisce piante utili per la sopravvivenza, la cura, la vita in generale. Sono dunque questi gli aspetti terapeutici principali che la Natura, e quindi il Giardino, è in grado di fornirci, oltre a molti altri che ne derivano:
1. Benessere psichico e psico-fisico;
2. Benessere fisico;
3. Piante utili per la sopravvivenza e, se volessimo, per la completa autosufficienza.

Ed è proprio questo ultimo aspetto che ho approfondito per la progettazione del “Giardino che Vorrei”, che, come accennavo in precedenza, è anche quello che sto realizzando a casa mia. È stato approfondito questo aspetto perché più teorico, ma ovviamente quello di benessere fisico (movimento all’interno del giardino) e psico-fisico (capacità della Natura di curarci) ne derivano inevitabilmente.
Il movimento al suo interno è garantito grazie alle operazioni di semina, raccolta, manutenzione; il benessere psichico non manca mai quando si è immersi all’interno della Natura.
Il Giardino che voglio portare in occasione di questa manifestazione è quindi proprio una Food Forest, un Giardino dell’Autosufficienza.
Cos’è una Food Forest?
La Food Forest è un sistema che si ispira al bosco e cerca di produrre il massimo di cibo, fibre e legna per soddisfare i nostri bisogni. Al suo interno non vi sono soltanto, come potremmo pensare dal nome, piante commestibili, ma anche piante utili alla vita in generale, come piante medicinali, tintorie, da tessuti, da intrecci, ecc. È proprio un sistema in grado di garantire l’autosufficienza dell’essere umano.
Se ci pensiamo, è paragonabile al giardino del passato, ma io ritengo sia il giardino del futuro, poiché l’unico, o uno dei pochi, in grado di contrastare il cambiamento climatico, l’attuale sfruttamento del suolo, delle risorse e della manodopera, i sempre più presenti e comuni problemi di salute.
Perché parlo di Autosufficienza?
Parlo di Autosufficienza, in primis, per le questioni sopracitate, ovvero di protezione, salvataggio e rimedio per il nostro Pianeta, il Pianeta Terra; in secondo luogo perché se mai un giorno dovesse accadere qualcosa, dovesse esserci qualche stravolgimento globale, i singoli potrebbero comunque sopravvivere all’interno e grazie al proprio spazio, senza dover fare affidamento a risorse esterne che magari, a causa proprio della problematica ipotizzata, potrebbero venire a mancare.
Dopo questa piccola spiegazione su come vedo e intendo il giardino, e su come vorrei che fosse il mio giardino, arrivo a spiegare il mio progetto, che riassume, in un disegno, tutti questi concetti un po’ più filosofici.
Il progetto consiste appunto in una Food Forest strutturata secondo i principi della Permacultura. Al suo interno troviamo quindi tutti i livelli della Food Forest – Canopy Layer (Alberature di Altezza Primaria), Low-Tree Layer (Alberature di Media Altezza), Shrub Layer (Arbusti), Herbaceous Layer (Erbacee e Piante da Foglia), Rhizosphere (Bulbose, Tuberose, Rizomatose), Gorundcover Layer (Tappezzanti), Vertical Layer (Rampicanti) – sistemati seguendo la disposizione a zone tipica della Permacultura. Quest’ultima consiste in tale suddivisione:
• Zona 0: il centro delle attività, la casa, che nel progetto è simboleggiata dalla piazza centrale arredata con un tavolino e delle sedie.
• Zona 1: nelle strette vicinanze della casa, l’area più controllata e utilizzata, l’orto, costituito da piante commestibili.
• Zona 2: intensamente curata e coltivata, la zona dedicata alle piante medicinali, costituita da piante officinali.
• Zona 3: molto curata e coltivata, il frutteto, caratterizzata da piante da frutto.
• Zona 4: poco curata, semiselvaggia, il sottobosco, caratterizzata da arbusti ed erbacee tipiche di questi ambienti, a sviluppo semi-libero.
• Zona 5: lasciata allo stato spontaneo e naturale, il bosco, composta da alberature, arbusti ed erbacee a sviluppo libero.
I livelli della Food Forest sono visibili dalla prima all’ultima zona in modo distribuito: il Canopy Layer nella Zona 5, il bosco; il Low-Tree Layer nella Zona 3, il frutteto; lo Shrub Layer nelle Zone 1, 2, 4, rispettivamente orto, piante officinali, sottobosco; l’Herbaceous Layer nelle Zone 1, 2, 4, rispettivamente, orto, piante officinali, sottobosco; la Rhizosphere nelle Zone 1, 2, 4, rispettivamente orto, piante officinali, sottobosco; il Groundcover Layer nelle Zone 1, 2, 4, rispettivamente orto, piante officinali, sottobosco; il Vertical Layer nelle Zone 4 e 5, rispettivamente sottobosco e bosco.
Si può dedurre chiaramente come un simile Giardino sia una Fonte di Vita per l’essere umano. Il visitatore, accedendo al Giardino, si ritrova immerso all’interno di una Natura lussureggiante, fatta di bellezze, bontà, profumi, suoni, esperienze tattili. Tutte le piante che può ammirare intorno a sé sono piante utili: commestibili, medicinali, tintorie, da tessuto, da intrecci, adatte per la produzione di fibre e legna, ecc. Proseguendo, pian piano, giunge a scoprire il centro del Giardino, il cuore, uno spazio intimo e segreto caratterizzato da un tavolino e alcune sedute. Questo spazio, essendo intimo, protetto e nascosto, vuole simboleggiare un po’ la casa, la dimora, il rifugio, luogo più privato, familiare e raccolto della nostra vita. È proprio per questo motivo che non è visibile dal perimetro esterno ma lo si scopre soltanto gradualmente, entrando all’interno del Giardino e percorrendolo fino in fondo.

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