Il Giardino Naturale

staccionata in legno di un giardino naturale

 

Cos’è un Giardino Naturale?

Il Giardino Naturale è il risultato di uno stile di concezione, progettazione e realizzazione del giardino basato sull’utilizzo di piante autoctone, sulla ricostruzione di una vegetazione naturale, sul rispetto di tutte le forme di vita presenti al suo interno e sul generale riguardo verso tutte le componenti dell’intero ecosistema.

Il giardino naturale è logicamente a bassa manutenzione dato che si serve delle dinamiche naturali per evolvere, svilupparsi, mutare, sopravvivere, senza aver bisogno di frequente dell’intervento umano. È chiaro che ogni tanto saranno necessarie piccole manutenzioni per tenere pulito e “in ordine”, in base a quanto e come desideriamo, però queste sono limitate nell’arco dell’anno. Al resto – irrigazione, auto-manutenzione, evoluzione, sviluppo – pensa la Natura.

L’idea del Giardino Naturale è basata da un lato sulla consapevolezza che oggigiorno gli ambienti naturali sono sempre più rari; dall’altro su una profonda coscienza che l’essere umano sta notevolmente danneggiando l’ecosistema.

Per progettare e realizzare un Giardino Naturale bisogna tenere in considerazione almeno tre aspetti importanti:

  • Utilizzare una vegetazione naturale, piante autoctone, e mantenerle in condizioni di equilibrio dinamico con il minor numero possibile di interventi di manutenzione.
  • Incrementare la naturalezza non solo con le piante ma anche con la fauna, i funghi, i batteri, il compost, un determinato tipo di terreno.
  • Identificare gli interventi necessari per aumentare la biodiversità vegetale e animale.

 

Caratteristiche del Giardino Naturale

Il Giardino Naturale è caratterizzato principalmente da tre tipologie di vegetazione: il bosco, il confine, il prato.

1. Il Bosco
Il bosco consiste in una popolazione di alberi e arbusti collocati molto vicini gli uni agli altri così da filtrare la luce del sole e non farla arrivare a terra in maniera forte e diretta. In assenza di interventi di manutenzione e coltivazione, tende ad occupare l’intero spazio disponibile, stabilizzandosi secondo le dinamiche a lui più consone. Il miglior modo per riforestare un’area è dunque quella di non intervenire al suo interno, ma lasciare che Madre Natura faccia il Suo corso.

2. Il Confine
Il confine consiste in un denso allineamento di alberi e arbusti che creano un “muro verde”, un po’ come si può vedere alle estremità di un bosco o di una foresta. Se questo viene lasciato indisturbato, tende ad espandersi progressivamente lignificandosi sempre di più. Nel Giardino Naturale la manutenzione del confine si effettua con tagli netti alla base degli arbusti ogni due, tre, quattro o più anni, a dipendenza della volontà del singolo; nel Giardino Tradizionale la potatura viene fatta ad intervalli regolari, diverse volte all’anno.

3. Il Prato
Il prato è caratterizzato solamente da piante erbacee, non vi è la presenza di alberi e arbusti. Se non viene manutenuto in maniera semi-frequente, tende ad essere rimpiazzato dalla foresta (o dal confine), per disseminazione o espansione in larghezza del confine. Per questo motivo è necessario potare il confine, o l’estremità della foresta, di volta in tanto, e tagliare il prato regolarmente per evitare la crescita di alberi o arbusti dovuta alla disseminazione.

 

Cosa fare e non fare in un Giardino Naturale

1. Bosco: cosa fare e non fare

  • Non rastrellare le foglie che cadono in autunno e non rimuovere i rami secchi presenti sul suolo perché forniscono protezione alle radici delle piante.
  • Non potare alberi arbusti perché devono svilupparsi in modo libero. Ci pensa Madre Natura a fare selezione.
  • Non tagliare le piante erbacee.
  • Non abbattere gli alberi vecchi, quasi morenti, se non costituiscono un serio pericolo per le persone.
 

2. Confine: cosa fare e non fare

  • Non potare frequentemente il “muro verde” di confine ma soltanto una volta ogni due, tre, quattro o più anni, a seconda della volontà.
  • Le siepi di confine sono generalmente miste, caratterizzate da diverse specie botaniche, sempreverdi e non.
  • Quando si pota, il rametto tagliato non viene rimosso del tutto, ma in parte viene lasciato per proteggere la ferita; l’altra parte viene poggiata alla base delle radici della pianta in modo da proteggerla e al tempo stesso diventare un rifugio per gli animali selvatici.

 

3. Prato: cosa fare e non fare

  • Non concimare: i prati con maggior biodiversità richiedono un suolo povero in nutrienti.
  • Non irrigare: i prati con maggior biodiversità richiedono l’alternanza di periodi secchi e umidi.
  • Seminare un misto di semi in modo che ci siano graminacee, erbacee perenni, bulbi, ecc. Maggior diversità è contenuta all’interno del miscuglio, meglio è.
  • Non tagliare il prato di frequente. In ogni caso, che venga tagliato spesso oppure no, gli sfalci devono essere rimossi dal terreno in modo da ridurne a fertilità.
  • Non piantare alberi sparsi nel prato, le alberature si trovano esclusivamente nella foresta o sul confine.

 

4. In generale: cosa fare e non fare

  • Se vogliamo convertire un qualsiasi giardino o area in un Giardino Naturale, dobbiamo analizzare la vegetazione esistente, la vegetazione circostante, e rispettarla il più possibile.
  • Non eliminare i manufatti esistenti se possono essere ricoperti dalla vegetazione o se sono utili come rifugi e nicchie per animali.
  • Non utilizzare pesticidi o fertilizzanti chimici;
  • Non uccidere i parassiti, poiché sono elementi fondamentali per il ciclo naturale.
  • Non realizzare tappeti di fiori.
  • Limitare l’ampiezza delle pavimentazioni artificiali, preferire la realizzazione di percorsi e piccole aree contornate da piante. Se vi è la necessità di avere grandi superfici calpestabili, preferire l’utilizzo di pavimentazioni naturali.

 

Piante che caratterizzano il Giardino Naturale

Come accennato in precedenza, un Giardino Naturale è caratterizzato esclusivamente da piante autoctone, riscontrabili nel paesaggio circostante. Questo per diversi motivi: rispetto nei confronti dell’intorno; minor necessità di manutenzione poiché sono piante abituate a vivere nel clima in cui vengono piantate; maggior resistenza e adattabilità della pianta stessa; minor spreco di acqua per la loro irrigazione, poiché una volta ambientate (uno o due anni), non necessiteranno più di interventi di irrigazione, essendo in grado di procurarsi da sole il sostentamento; minor utilizzo di pesticidi o fertilizzanti perché la pianta si trova nel terreno adatto a lei quindi non avrà bisogno di aiuti esterni.

Detto questo, ogni area avrà le proprie piante tipiche: nel bacino mediterraneo vi saranno determinate piante; sull’arco alpino altre; in pianura altre ancora; in collina nuovamente diverse. Dipenderà da voi, o dal bravo progettista, saper osservare il paesaggio circostante e attuare la corretta scelta di specie botaniche.

Potete ispirarvi alle mie altre schede, ma sarà sempre fondamentale osservare intorno a voi, conoscere ciò che nasce cresce e prolifera, per compiere le scelte migliori.

Come progettare un Giardino Naturale?

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