Arianna Tomatis

Impressioni – Ortogiardino Pordenone

Progettazione e realizzazione di un giardino temporaneo a Ortogiardino 2024 - Pordenone

Un giardino espositivo fatto di sorprese, viste inaspettate, scenari di colore, forme e volumi, pieni e vuoti, architetture vegetali, profumi, sapori.

Leggendo il tema della competizione e affermazioni come “andare oltre allo sguardo”, “capacità di osservare e meditare”, “attività che coinvolge la sfera affettiva, i sensi e la percezione”, le prime intuizioni che ho avuto sono state quelle di un giardino fatto di scoperta, sorpresa, stupore, viste inaspettate, scenari di colore, forme e volumi, pieni e vuoti, architetture vegetali, tessiture delle piante, profumi, gusti. Perché? Innanzitutto perché mi sono rifatta ad una personale percezione dello spazio nella vita di tutti i giorni e, nello specifico, del giardino. Considerata la mia miopia, non riesco a cogliere i dettagli ma distinguo le masse, le macchie di colore, le forme, i volumi, le architetture delle piante; impressioni appunto. Oltre ad esse sono fondamentali i profumi, le tessiture delle foglie, i gusti delle piante commestibili che, forse anche a causa di un minor funzionamento della vista, si manifestano in maniera molto intensa. Quando mi trovo in un giardino, in visita o per lavoro, i miei sensi sono sempre tutti coinvolti, completamente. È importante, per me, entrare in sinergia con lo spazio guardando, odorando, gustando, toccando, ascoltando, per poterlo comprendere e progettare al meglio, anche in funzione della flora e della fauna presenti. Credo che questo sia derivato, in parte, dall’ “alterazione” di cui ho parlato, che mi ha permesso più facilmente di “andare oltre allo sguardo”, non lasciandomi soffermare sul dettaglio, sulla prima apparenza, ma permettendomi di connettermi integralmente e percepire lo spazio nella sua totalità, insieme a tutti gli altri elementi sensoriali che lo compongono. Lo stesso discorso può essere riportato nei rapporti sociali: molto spesso ci limitiamo all’apparenza di una persona, senza andare a conoscere ciò che sta oltre, all’interno della sua anima. Proprio questo fece il critico d’arte Louis Leroy, quando affermò che il quadro di Monet Impression. Soleil levant era poco più di un’impressione, un’opera incompiuta. Evidentemente non riuscì ad andare oltre a ciò che gli si presentò davanti, a cogliere ciò che si trovava all’interno del quadro, nell’anima dell’artista che lo dipinse. Tutto ciò mi ha portata a progettare un giardino nel quale le impressioni guidano il visitatore: grandi macchie di colore, forme, volumi, pieni e vuoti, architetture delle piante, profumi, gusti, tessiture dei fogliami. I pieni e i vuoti sono visibili in pianta e in prospetto. Nel primo caso nella disposizione degli spazi – quattro “stanze”, accessibili dall’interno, definiscono il giardino in “positivo”; tre, accessibili dall’esterno, si inseriscono in “negativo” tra una e l’altra – e nella loro conformazione – quattro sono colme di vegetazione al centro e sul perimetro, tre la esibiscono solo esternamente. Nel secondo caso si percepiscono grazie alla diversa struttura delle piante utilizzate: arbusti sempreverdi tondeggianti costituiscono i pieni; Phormium, graminacee ornamentali, cornioli e salici i vuoti. Queste specie, al tempo stesso, delineano le forme e i volumi. Le grandi macchie di colore sono chiaramente visibili nelle sette stanze e percepibili nella loro interezza solo quando si accede all’interno delle stesse. Da ciascuna di esse non è possibile vedere la successiva nella sua complessità, deve essere scoperta, grazie ad una studiata disposizione degli spazi, percepibile in pianta, e un sapiente utilizzo della vegetazione che, grazie ad alti e bassi, pieni e vuoti, filtra la visuale. Piante architettoniche vengono collocate al centro delle quattro stanze interne – le tre esterne ospitano un tavolino con delle sedute dove è possibile accomodarsi – e varietà commestibili, profumate, piacevoli al tatto fanno parte di tutta la vegetazione presente. Oltre ad essere un luogo di coinvolgimento totale dei sensi, di impressioni mozzafiato, di percezioni ultraterrene, di meditazione, il mio giardino vuole essere una fonte di ispirazione per il visitatore. Al suo interno può ammirare le incredibili e varie colorazioni che assumono le piante – fogliami, cortecce, bacche, pomi, fioriture – durante la stagione più difficile, i frutti e i fiori che producono, i portamenti, le forme e i volumi, i profumi che emanano, le tessiture che presentano.

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